5 (243)
Qui dove ogni buon cor malizia oltraggia,
Né giammai vi si scerne ombra di fede,
Madre, men vivo ancor di duolo erede,
Qual tu già mi lasciasti in erma spiaggia;
E quando il Sol si oscura, e quando irraggia
L'Artico Pol, te sempre il cor mio chiede:
Chiamo il dolce tuo nome, ed in te riede
Sovente il mio pensier, se in altro caggia.
Onde non sostener che indegna morte
Di me trionfi e faccia altrui ridente
Della povera mia schernita sorte.
Così fia che di te canti la gente:
“Questa, quanto gentil, pietosa e forte
Sottrasse a strazio rio Figlia innocente.”