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By Auteur inconnu

Vive in speranza debile e fallace,

Se da costei spera pietade, il core;

Però ricorro al tribunal d'Amore,

Che m'ha di libertà privo e di pace.

“Mira”, gli dico, qual ardente face,

Per te, degli anni miei sul più bel fiore,

Presi a soffrire; e mira qual onore

Io n'abbia, se così il mio mal ti piace.”

Replica questi: “E qual stato giocondo

Al tuo simile è mai, se per costei

E per me sol tu vivi chiaro al Mondo?”

Ed io, che pur desio di fama avrei,

Allor rimango quasi immobil pondo,

E in duol torno a menare i giorni miei.