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By Auteur inconnu

O della stirpe dell'invitto Marte

Verace figlio, a cui cedé pugnando

Ogni del Mondo più remota parte,

Non che il Belga, il German, l'Anglo, il Normando;

Parmi dal Tebro in quel gran dì mirarte,

Quando la forte destra in man rotando,

La manca in alto sostenea le carte,

Posto lo scudo al dorso, e in bocca il brando.

Ed oh, qual sei qui fermo oltre il costume,

Tal fossi stato al Rubicone in riva

Fermo, senza spronar di qua dal fiume,

Che il Tebro e il Mondo, ah, non avrian veduto

Né la Patria al tuo piè gemer cattiva,

Né te steso nel sangue appiè di Bruto.