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Rotto dall'onde umane, ignudo e lasso
Sovra il lacero legno alfin m'assido,
E ad ogni altro Nocchier da lungi grido
Che in tal mare ogni parte è mortal passo;
Ch'ogni dì vi s'incontra infame un sasso,
Per cui di mille strazj è sparso il lido;
Che nell'ira è crudel, nel riso infido,
Tempeste ha l'alto, e pien di secche è il basso.
Io, che troppo il provai, perché l'orgoglio
Per tante prede ancor non cresca all'empio,
A chi dietro mi vien mostro lo scoglio.
Ben s'impara pietà dal proprio scempio.
Perch'altri non si perda, alto mi doglio:
A chi non ode il duol parli l'esempio.