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By Auteur inconnu

Stavami ieri a pascolar l'armento,

Piangendo il mio destin presso a quel rio,

Quando vicin un Usignuolo io sento,

Che col suo pianto accompagnava il mio.

“Frena, mesto Augellino, il tuo lamento:

Lascia pianger me solo” (allor diss'io);

Ma ei pur si lagna, ché per suo tormento

Pendea da un laccio, ch'il Villan gli ordio.

Di repente mi accosto, e il laccio infranto,

Aspra cagion del grave suo dolore,

Ei torna in libertate e torna al canto.

Dissemi allora, e con ragione, il core:

“Altrui libero rendi; e perché intanto

Me lasci al laccio, onde legommi Amore?”