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Tentai, Lucina, e ben n'ha doglia il core,
Fra turba vil, cui falsa luce adombra,
Ornar la scorza anch'io, seguendo un'ombra
Vana; e col vulgo osai chiamarla onore;
Ombra, ch'all'alma fral mostrò splendore,
E di folle desio la rese ingombra.
Or mira, e tardi è pur, di larve sgombra,
Che sudando acquistai biasmo e dolore.
E qual Guerrier, d'eterna gloria amico,
Sprezza le ricche prede, e segue solo
La vittoria, atterrando il vil nemico;
Tal io, mentre tu sei mia scorta e duce,
Sprezzando quanto il Mondo apprezza, volo
Ver' l'alta meta, ove Virtù riluce.