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By Auteur inconnu

Benché lungi, Signor, dal nido, ov'io

Fra l'acque della Grazia ebbi ricetto,

Il Regno, ohimè, del tuo nemico e mio

Esule m'abbia e in laccio vil ristretto;

Non è però che un disperato obblio

M'empia la mente e il traviato affetto;

Che il dolce della Patria almo desio

M'ange, e in rime talor l'esala il petto.

Tal che di tua pietà, che già m'accolse,

Vengon sì pronti in sulla cetra i modi,

Che più facile il canto unqua non sciolse.

Ond'io qual uom, cui dolce sonno annodi,

Passeggio per le vie, ch'altri mi tolse,

Della libera Patria, e son fra nodi.