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By Auteur inconnu

Dov'è, Signor, la tua grandezza antica

E l'ammanto di luce e l'aureo trono?

Dove il fulmin tremendo, il lampo, il tuono

E l'atra nube, che al tuo piè s'implica?

Parmi che turba rea m'insulti e dica:

“Questi è il tuo Nume? e quel vagito è il suono

Scotitor della terra? e queste sono

Le man', ch'arse Gomorra empia impudica?”

Esci, gran Dio, dall'umil Cuna, e, in Tempio

Cangiato il vil Presepio, al primo orrore

Torna del soglio, e sì favella all'empio:

“Vedrai, vedrai del giusto mio furore

La forza immensa a tuo gran danno e scempio

Tu, che non sai quanto in me possa Amore.”