5 (55)
Quando venne fra voi, d'Arezia o Belle,
Costei, sia detto pur con vostra pace,
A voi fé quel che la diurna face
A i pianeti suol fare ed alle stelle.
De' begli occhi le lucide facelle
Ferono il guardo a voi meno vivace,
E al lor calor si strusse il sì tenace
Vischio, che già tendeste all'Alme ancelle.
Onde in mirare entro il suo bel sepolto
Il vostro bel, mordaci aspre parole
Vi detta contra lei furore stolto.
L'Etiòpo in tal guisa insultar suole,
Perché co i raggi suoi gli offusca il volto,
Con urli e strida, allor che spunta, il Sole.