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Occhi, che ne' sepolcri or v'affissate,
E degli estinti i titoli leggete,
Da que' marmi eruditi oggi imparate
Ciò che fu ognun che visse e ciò che siete.
La nostra età, come l'etadi andate,
Passa, e com'altri or è, voi pur sarete;
Struggerassi anch'il marmo, e l'onorate
Cifre cancellarà l'onda di Lete.
Di superba follia tragici oggetti
Son questi, e chi morì nulla ne gode,
Ma son trofei solo alla morte eretti.
Che giova a' morti ambiziosa lode?
Che serve all'ossa aver di marmo i tetti?
Scherno è questo agli estinti, a i vivi è frode.