5 [Di anonimo]
Qual fie sì duro cuor d'omo o di donna
che di greve dolor non porti manto,
e quali occhi da pianto
potran cessarsi, o lingua da trar guai,
da poi che caduta è quella colonna
che Pisa sostenea da ogni canto
e honorava tanto
che dirlo a pieno io nol porìa già mai?
Hai, crudel Morte, quanto mal facto ài
a color che seguir volean prudensa,
fortessa, temperansa e iusto segno,
però ch'ài tolto lor quel signor degno
che li exaltava co' la sua potensa,
lo quale avean per loro sposo eletto
le predette vertù con gran dilecto.
Prudensa, ch'è la prima che 'l guidava,
lo facea star solicito e actento,
con puro intendimento,
a governar con fede la sua barcha;
et a' tre tempi sempre riguardava
fin che di tucti avea il cognoscimento.
e poi, secondo il vento,
assai e poco gir la facea carcha:
e già, col suo saver, questo monarca
la trasse fuor del tempestoso mare
e la redusse a loco di bonaccia.
Questo credo io che per ciascun si saccia,
sì che qui non à luogo il millantare:
enfin c'avesse avuto vita alcuna,
campata l'averia d'ogni fortuna.
Forte era tanto, coi vitii pugnando,
che in ciò non credo l'avansasse Cato
né Quinto Cincinato,
over Fabritio e l'ardito Africano;
ché elli, humilemente perdonando
a chi contra di lui avea fallato,
di Pisa al buono stato
sempre intendeva con affetto sano.
Ogni acto vil da lui era lontano
e diviço, com'è dal nero il biancho,
per conservar la republica intera;
e in cio far, la mactina e la sera,
non si trouò già mai lento né stancho,
ché d'animo e di corpo fu sì forte
che nulla il vinse mai, altro che Morte.
Temperansa li avea messo il suo freno
come colei ch'avea di lui bailia,
e teneal tucta via
ché non uscisse del dricto sentieri;
sì che, schifando sempre il più e 'l meno,
teneva il meçço con gran vigoria,
faccendo cortesia
a merchanti, doncelli e cavalieri;
di tucti gentil<i> homin forestieri
era refugio e salutevil porto
provedendo ciascun<o> debitamente;
poi, discendendo alla minuta gente,
di servire a ciaschuno stava accorto
sì che contento assai esser potea
chi socto al suo dominio si vivea.
Iustitia, ch'era la sua quarta moglie,
più che null'altra si stringea con ello,
né mai dal suo hostello
si dipartia per alchuna stagione;
e elli a seguitar tucte suoi voglie
tuctor si ritrovava presto e snello,
sì che il lupo e l'agnello
insieme facea star sensa offentione.
Delli orfanetti elli era campïone
e delle vedovelle sconsolate,
punnendo chi a llor<o> facesse oltraggio,
non risparmiando alcun per gran lignaggio
né per aver ricchesse smisurate;
così, tenendo dritta la bilancia,
dava a chui trista e a chui buona mancia.
Canson, per Pisa vanne schapigliata,
percotendoti il viço co' le mani;
prima i Signori Antiani,
e poi ritrova li altri cittadini,
donne, donçelle e grandi e piccolini;
invita tucti quanti a pianger teco
costui per chui rimaso è il mondo ciecho.