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Quand'io movo i sospiri a chiamar voi,
Vergine, il nome che l'eterno Amore
vi die', magnificando, fa uscir fuore
il suon de' primi dolci accenti suoi.
Lo stato ricco vostro incontro poi,
che raddoppia a l'impresa il mio valore;
ma il fin – Ah – grida – come farle onore
presumono gli inetti sensi tuoi?
E pur magnificar me invita e insegna
la voce stessa, e fa ch'ognior vi chiami
o d'ogni riverenza e d'onor degna.
E so che 'l vostro cor non si disdegna,
che senza aver di lauro i verdi rami,
lingua mortal in vostra laude vegna.