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By Auteur inconnu

Vergine eccelsa, di ridire invano

La tua, cantando, alta onestade i' penso,

Ché stil terreno a tal non giugne, e immenso

Tuo bel non cape in intelletto umano.

So ben che né divino esser sovrano,

Né candor vanti in infinito estenso;

Pur, come abisso troppo vasto e denso,

Senz'altro abisso il misurarti è vano.

Perocché tanta l'increata cura

Ti diè pudica incomprensibil dote,

Quanta non l'ebbe angelica natura,

E 'n guisa a noi son le tue mete ignote,

Che cosa al Mondo sotto Dio più pura

Pensier creato immaginar non puote.