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By Bernardo Tasso

Se la volubil Dea

che senza alcun giudicio i beni e i mali

dispensa a noi mortali,

a quelli parca e rea

a' quai cortese e destra esser dovea,

m' ha d' ogni mio ben privo,

e di ciò che qui più fa l' uom contento

spogliato in un momento,

sì ch' io son quasi rivo

secco e senz' onda, o ramo ignudo e schivo,

senza le vahge foglie

che dianzi lo facean, verde e giocondo,

così gradito al mondo,

or secco, u' sol s' accoglie

augel che 'l Ciel d' ogni sua gioia spoglie,

onde non posso darvi,

come conviensi al mio obligo immenso,

oro, mirra né incenso,

né ricchi marmi alzarvi,

scolti metalli, o maggior doni farvi,

possono i colti carmi,

a lato a cui ogni ricchezza è vile,

l' alto e canoro stile,

senza 'l cui aiuto parmi

che fora oscuro ogni splendor de l' armi,

cantare i vostri onori,

di quai virtute il cor v' adorni e fregi

rari et illustri pregi,

che son più che i colori

di colle aprico che Favonio infiori.

Non ha più chiara tromba

né più sonora questa gloria umana,

il cui suon da la Tana

sin a l' Ebro rimbomba,

né più veloci penne la colomba,

di quel ch' abbiano i chiari

e colti versi de' lodati inchiostri:

l' oro, le perle e gli ostri

al mondo oggi sì cari

non ci fan schermo contra gli anni avari;

le Piramidi illustri,

per cui altiera andò Roma et Egitto,

contra del tempo invitto

si difeser più lustri,

e tant' altre opre di martelli industri;

da le machine al fine

del grand' impeto suo converse in polve,

lo spietato l' involve,

ancor che adamantine,

ad una ad una ne le sue rovine.

Solo i carmi immortale

et eterno fan l' uom: per questi Achille

vivrà mille anni e mille

mal grado de lo strale

de la Parca spietata e micidiale,

per questi è fatto Dio

Alcide invitto, et inalzato al Cielo

disprezza il caldo e 'l gelo,

per questi il Troian pio

s' alzò da l' onde de l' eterno oblio.