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By Chiara Matraini Contarini

Deh, perché tanto il mio divino Sole

tarda a scovrirmi le sue luci sante?

Perché le voci mie dogliose e tante

non ascolta, i sospiri e le parole?

O fortunato lui, che tanto vuole

soffrir la doglia, e star fermo e costante,

lontan da la più cara e fida amante

che veda il Ciel, dov'ei si volga e vole!

Torna a la Ninfa tua, torna il mio caro,

dolce Androgeo, ch'ognor ti chiama e spera

farti sentir de la sua gioia in seno;

omai t'aspetta a cantar seco a paro,

ne la sua vaga, eterna primavera

tra chiare fonti al dolce aere sereno.