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By Auteur inconnu

Nel tempo che accingeasi all'alta impresa

EUGENIO, presentossi a lui Fortuna,

E disse: "Io t'offro il crin per tua difesa;

Ten servi a incatenar la Tracia Luna.

Io sarò teco, e nella pugna accesa

Non ti si appresserà sventura alcuna,

Ed appena faranno a te contesa

Tutte le forze che Bizanzio aduna.

Stringi quel crin, che ti può far felice

E il tuo gran nome ancor più memorando:

Ché senza me nulla sperar ti lice."

EUGENIO allor: "Va', finto Mostro, errando,

Va' pe 'l Mondo a ingannar volgo infelice.

Son la vera Fortuna e il Senno e il Brando."