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Sovra i sensi innalzato infermi e bassi
Veggio il gran Dio, che di sé stesso elice
L'Immortal Figlio, e in unità felice
L'un l'altro amando eternamente stassi.
E qual dall'uom naturalmente uom fassi
E fuor ch'all'uomo uom generar non lice,
Tal su nel Cielo è Dio di Dio radice
E produr Dio fuori ch'a Dio non dassi;
Ma tu con nuova alta virtù sovrana
Uom generi, o Maria, chi Dio nascea
In altra guisa inusitata e strana.
Tu doni esser creato a chi ti crea;
E sei Madre d'un uom, senz'opra umana,
E sei Madre d'un Dio, senz'esser Dea.