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By Torquato Tasso

Veggio tenera pianta in su le sponde

pur or nata del Mincio, a cui dal cielo

benigno arride il gran signor di Delo

e larga il suo favor Venere infonde.

L'aura e l'acque avrà questa ognor seconde,

lunge andranno da lei le nevi e 'l gelo,

tal che nel suo odorato e verde stelo

nudrirà sempre più bei fiori e fronde.

Nido sicuro avran canori cigni

tra' rami, e sua dolce ombra albergo fermo

fia de le Muse erranti al nobil coro.

Né temer dee ch'augei strani e maligni

osin mai di rapirle il suo tesoro,

ch'è l'aquila regal pronta al suo schermo.