5
Quel subito pensier che al cor me nacque,
nocivo troppo a questa vita stanca,
fa la mia barba, ancor tenera, bianca
e fo el peggior, ché tale esser me piacque.
Guai a me, poi che aconsentendo tacque
che serva fusse mia libertà franca,
a cui ciascun deletto e piacer manca
più che ad alcun che mai navigasse acque.
Io sono in terra e veggome perduto
più che colui che solca l'alto mare,
a cui Fortuna dona il suo tributo.
Sentome a poco a poco consumare,
e chi dar me porria perfetto aiuto
par che non curi il mio crudo penare.