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By Anton Francesco Grazzini

Chi di veder desia

quanto gatta esser può mai destra e bella,

venga a veder la mia,

che co i vaghi occhi suoi chiari e lucenti

fa via sparire e dileguar la noia;

empiono il cuor di gioia

la fronte sua, le guancie e i bianchi denti;

e co i soavi accenti,

che, miagolando, spesso manda fuora,

l'orecchie tutte addolcisce e innamora.

Ma la gran meraviglia è poi vedella

giocolare e saltare, quand'ell'uccella.