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Qui, dove con barbarici ornamenti
Barbara Maestade attorno spande
Padiglion, dove quel feroce e grande
Macchinava ruine a nostre genti,
Or che n'andar' suoi pensier' folli a i venti,
E si scoprir' di Dio l'opre ammirande,
Qui posa EUGENIO, qui le venerande
Cure gli spiran le beate menti,
E quando appresso rapida tempesta
A breve sonno dà le invitte membra,
Veglia l'alma, e in suo cuor virtute è desta.
D'Iddio, di sé, di Fede ei si rammembra;
Mirar (né sogno fia) l'alata e presta
Vittoria entro Bizanzio omai gli sembra.