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By Emilio Praga
Oh se l'ava non fosse sepellita,
l'ava, l'antico amor della mia vita,
s'ella vivesse ancor...
pensate il gaudio di appenderle al seno
della mia vita il giovinetto amor;
pensate il gaudio, pensate l'incanto!...
La sua canizie a questi ricci accanto,
questi tuoi ricci d'or,
o bambinello mio vispo e sereno,
se la bisnonna tua vivesse ancor!
Sta' cheto e attento, o pallido bambino,
e mi contempli fiso il tuo visino,
ti voglio innamorar:
la sua tomba alla tua culla sospira,
povera tomba, andiamola a trovar.
Vi riposa la buona vecchierella
che mi seguiva, silenziosa e bella,
nei sogni a veleggiar,
coi freschi venti che l'infanzia spira,
spiaggie d'oro e di perle a imaginar.
E in lontananza sul vago oceàno
del mio viaggio tortuoso e strano,
più che le perle e l'or,
forse già quella santa indovinava,
o bambinello, il tuo futuro albor!
E non nato ti amò, povera donna,
e pensò di attaccarti alla sua gonna,
come si attacca un fior,
e della sua celeste anima d'ava
farne rugiada benedetta ancor!
Ella è discesa nella fredda terra,
e dal buio fatal che la rinserra
non sorgerà mai più:
prole di ignoti profanò la casa
che fu sua casa, e nostro tempio fu.
Ma non tutto esulò nel cataletto
l'idolo mio; non vi inchiodâr l'affetto
dei bimbi, e la virtù!
È la ricchezza, dalla creta evasa,
che renderemo all'anima lassù!
La ereditai per te, mio bambinello,
per farti buono, fortunato, e bello
di angelica beltà:
quella che vive dove l'uom non rode,
e l'ugna d'Eva a graffiar non va.
Senti: io morrò di versi e di etisìa,
e quel giorno tu pur saprai che sia
un amor che se 'n va:
bardo futuro, a lei mi sposi un'ode,
e nell'azzurro Iddio mi accoglierà.