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Ancor non ha l'antico sdegno pago
L'Asia, su cui passò l'ira d'Achille,
E cui poscia mandò Pirro in faville
Coll'augurio del Padre e coll'immago.
Poiché di nuovo del buon sangue un lago
Presso Sparta e Micene aprir sortille,
In un raccolte mille schiere e mille,
Di vendetta maggiore ebbe il cuor vago.
Ma in riva all'Istro fulminando scese
Il gran Guerrier, che tutta Europa onora,
E l'empia un'altra volta al suol distese,
Talch'ella vinta ben conosce ognora
Del forte EUGENIO alle sublimi imprese
Che Achille e Pirro in lui vivono ancora.