515

By Antonio Tebaldeo

Hor mira come il ciel, l'acque e la terra

ridon del suo Factor che d'aspra morte

tornato è in vita et ha rotte le porte

del tetro regno ove Pluton si serra.

Giorno salubre e fin di nostra guerra,

tu ne drizasti a la superna corte,

ché prima eran le vie smarite e torte

e la celeste fe' spenta sotterra.

Tu de carcer trahesti i padri santi

ch'eran stati nel Limbo oscuro e tristo

molti e molti anni con lamenti e pianti.

Di te più lieto dì mai non fu visto,

ché Idio fece hoggi, con trïumpho e canti,

de l'human sceme, che era perso, aquisto.