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Poiché per mia ventura
A dir m'invoglia quell'ardente zelo,
Che più cresce parlando e si diffonde,
La Reina del Cielo,
Di cui ragiono, ogni vil voglia impura
Dal cor disgombri, e 'l bel desio seconde,
In guisa tal, che, dove il Sol s'asconde
E dove nasce, risonar si senta
L'alta memoria dell'imprese sue,
E come colle due
Sue sante luci la grand'ira allenta
Del Giudice divino,
E come ogn'or nostra salute tenta
Ella, che tutto dell'uman destino
Tien l'assoluto universal domìno.
Nel cominciar mi parve
Esser com'uom, che fuor di via si trove
In solitario alpestre ermo deserto.
Questo mie voglie altrove
Volger facea sotto mentite larve:
Or altro i' sono, e veggio il Cielo aperto,
E veggio la gran Donna, che l'incerto
Intelletto assicura, e 'l guida in parte,
Ove senza contrario il ver discopre,
Onde di sue grand'opre
Così l'alma riempie, e tanta parte
Tiene de' pensier' miei,
Che dalla mente ogn'altra idea si parte;
E vago sol di ragionar con lei
Dico quel che né pur pensar saprei.
Dico: prima de' tempi,
Quando il Motor superno delle stelle
Volle manifestar sua gloria in terra,
Formò i Giusti alle belle
Regioni di pace, e dannò gli empi
Giù nell'abisso a disperata guerra;
Ma poi che vide che da tutti s'erra,
Né pure un v'ha, che volte a lui le spalle
Non nasca figlio di vendetta e d'ira,
Com'alto amor gl'inspira,
Ei stesso venne in questa oscura valle
A diffonder sua luce,
E nuovo aperse inusitato calle,
Calle, che drittamente al Ciel conduce,
E fé Maria di quello arbitra e duce.
Come l'ardente spada
Muove l'Angelo in giro e del fatale
Legno di vita alla custodia stassi,
Così dell'immortale
E nuova di salute unica strada
Tutte Maria guarda l'entrate e i passi.
Ma dove là più varco a noi non dassi
E ascoso d'ogni parte è 'l bel soggiorno,
Onde il principio della colpa nacque,
Qui sempre mai, che piacque,
Per lo contrario fece l'uom ritorno;
E se formando inciampo
Sta l'Avversario al gran sentiero intorno,
Maria v'accorre e fa sicur lo scampo,
Terribile com'oste armata in campo.
Io dir mai non sapria
Con quante di pietà leggiadre forme
Noi suoi seguaci al bel cammino invita:
Essa muove nostr'orme
E riconduce alla sicura via,
Quando la traccia han di ben far smarrita;
Essa ne porge al maggior uopo aita,
Unica speme della gente afflitta
Contro gli assalti orribili di Morte.
Può bene in sulle porte
Della misera vita a noi prescritta
Fremer contro l'amica
Schiera, nel libro de' viventi scritta,
Ma d'abbatterla indarno s'affatica
La fatale del mondo empia nemica.
Lasso, ch'io spero e temo,
E più tremendo della morte assai
Veggo il Giudice eterno, che m'aspetta;
Deh chi fia quello mai,
Che mi ritragga in salvo anzi l'estremo
Orribil dì dell'immortal vendetta?
Vergine sovr'ogn'altro al Ciel diletta,
A te ricorro, che sospender puoi
La fatale amarissima sentenza:
Tu Madre di clemenza
Mostra al Figlio adirato i lumi tuoi,
Mostra l'aurato crine,
Che 'l cor gli avvinse, e 'l sen, che diello a noi,
E me colle sue grazie alte e divine
Scorgi sicuro al glorioso fine.
Canzon, questa è la meta, e qui mi taccio:
Ma quanto mai della gran Donna io dissi
Fu breve stilla d'infiniti abissi.