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By Antonio Tebaldeo

Quelli medesmi cibi il tuo marito

ha da mangiar con nui, onde li dèi

prego, se ponno in ciel li preghi mei,

che questo a lui sia l'ultimo convito;

e che in veneno il vin sia convertito,

e le carne in serpenti atroci e rei

che gli smembreno il capo, il collo e i pèi:

tal ch'io il veggia a la mensa tramortito.

Né più di Tereo fortunato sia

che mangiò i figli, over d'Erisitone;

che la fame condusse a sorte ria.

Over nasca fra nui la questïone,

che già fu tra centauri, ch'io seria

il primo a far de lui ocisïone.

Ogni gran destructione

vorrei veder de lui io:

exaudi lo e il sogno mio.