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By Simone Serdini

Se le tempie d'Apollo omai s'ancilla

prestar favore al tremulante plettro,

io cantarò di scettro

degno che per memoria eterno fia;

e, s'io osasse, io ardirei sentilla

levar, con voce e divulgato sòno,

d'un prezïoso dono

ch'oggi nel mondo i ciel tutti s'accorse.

Io penso pur come natura porse

tanta eccellenza qui fra noi mortali

e sapïenza in teneri anni e scire.

Ben conosco io che sotto a le sue ali

volse eleggere un sol, che tutto dire

saria grave a Virgilio o quale <a> Omero;

ma raccogliendo il vero,

qui Eürania surga e 'l mio dir oda,

quanto fia il nostro canto or degno in loda!

Io guardo, io penso, io veggio e 'l senso ammira

e la magnificenza e 'l cuor gentile,

e quanto sia virile;

non meno è di scïenza un ricco vaso,

sublime ingegno e eloquente lira,

ch'è forse d'Anfïon degna o d'Orfeo;

e Cesare e Pompeo

ben posson glorïarsi aver tal figlio,

clemente, ardito in arme e in consiglio,

fior di costumi, onesto, illustre, ornato,

dove prova fia poca uman pennello,

benigno, universale e tutto grato.

Né può Traian men sullevarsi in ello,

iusto amator di Dio e di scïenza;

e questa è sapïenza

che ti farà regnar, s'io ben discerno,

il nome, vivo, e l'alma al regno eterno.

O clarità, costanza, olimpo aspetto,

inclita maëstà de' ciel, sì invesco,

che quanto più m'adesco

di tua virtù, più infiammo e 'l spirto orresce.

O sol tranquillo, o celico concetto,

in che possé natura in te peccare?

Certo in null'altro, pare,

che <'n> far mortal sì glorïose membra!

E se quel sacro fonte in te rassembra,

da l'urbe data al vil guadagno ottuso,

spera le verde fronde anco in ristoro

rassumer, le dolce onde e 'l ben rinchiuso;

e come il foco purga e proba l'oro,

signor mio Malatesta, il petto probo

tuo parmi che sol globo

d'ogni virtù probata in te riluca:

corona impetra e non sol prenze o duca!

Canzon, tu ne girai da gran signori,

ché sappin ben che sia reggere stato,

e, quando è ben dotato,

chi s'empie di virtù non può fallire;

ché ben vediàn perire

i ben della fortuna e i suoi vapori:

ahi, con quanti dolori

si sente l'ignorante nel cadere!

Però cerchi sapere,

quanto maggior signor, s'armi in virtute,

e ciò fia sua perpetüal salute!