52 (254)
Te già sul Tebro pargoletta in fasce
Accolsero le Ninfe, e l'Arbia poi,
Dove il tuo Suolo avito irriga e pasce,
Baciò l'orma gentil de' passi tuoi.
Quindi, perché non l'abbandoni, o lasce,
T'offre il Tebro i suoi Amanti, e l'Arbia i suoi:
Pende Imeneo sull'ali, e invidia nasce,
Ché non san di qual fiamma arder tu vuoi.
Ma tu negando altrui la destra e il core,
Sotto umil vel, che le tue pompe aduna,
Corri alle nozze dell'eterno Amore.
Ambo cedono i Fiumi: alta fortuna
Sembra il comun rifiuto, e pari onore,
Ch'uno il Chiostro ti diè, l'altro la Cuna.