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By Giacomo Leopardi

Al cader d'una pianta, che si svelse

Come quella che ferro o vento sterpe,

Spargendo a terra le sue spoglie eccelse,

Mostrando al Sol la sua squallida sterpe;

Vidi un'altra, ch'Amor obbietto scelse,

Subbietto in me Calliope ed Euterpe;

Che 'l cor m'avvinse e proprio albergo felse,

Qual per tronco o per muro edera serpe.

Quel vivo Lauro, ove solean far nido

Gli alti pensieri e i miei sospiri ardenti,

Che de' bei rami mai non mossen fronda;

Al ciel traslato, in quel suo albergo fido

Lasciò radici, onde con gravi accenti

È ancor chi chiami, e non è chi risponda.