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By Giacomo Leopardi

Padre del ciel, dopo i perduti giorni,

Dopo le notti vaneggiando spese

Con quel fero desio ch'al cor s'accese

Mirando gli atti per mio mal sì adorni;

Piacciati omai, col tuo lume, ch'io torni

Ad altra vita ed a più belle imprese;

Sì ch'avendo le reti indarno tese,

Il mio duro avversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l'undecim'anno

Ch'i' fui sommesso al dispietato giogo,

Che sopra i più soggetti è più feroce.

Miserere del mio non degno affanno;

Riduci i pensier vaghi a miglior luogo;

Rammenta lor com'oggi fosti in croce.