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Quella superba insegna e quello ardire
che per la forte tua vittrice mano
fece ogni sforzo, ogni dissegno vano,
mostra il vigor, sfoga gli sdegni e l'ire.
Spense l'ardor del già folle desire
l'invitto tuo valor, via più ch'umano,
che li chiuse a cittadi, a monti, a piano
i passi, con suo grave aspro martire.
Non fortuna d'altrui, né propria stella,
virtù, celerità, forza ed ingegno
diero a l'imprese tue felice fine;
la chiara fama qui, la gloria bella
nel Ciel eterno ti dà 'l merto degno,
ch'uman premio non paga opre divine.