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By Auteur inconnu

Io vo, Donna, dicendo di che tempre

Siano gli affanni, che per voi soffersi,

Dal dì che gli occhi miei chiusi per sempre

A ogni altro oggetto ed a voi sola apersi;

E benché Amor l'amaro or mi contempre

E sue dolcezze sulla piaga versi,

Vo' che in lagrime finte il cuor si stempre

E mostri ancor di crudeltà dolersi.

Così m'infingo altrui vile e sprezzato,

Per disperar chi voi, dolce mia cura,

Avria a me tolto, se v'avesse amato.

Segua ciascun sua arte e sua ventura,

Né fia più ver che un amoroso stato

In cor di Donna picciol tempo dura.