521)
Ecco le già battute audaci mura,
Ove fuggì dal Savo, ancor tremante,
La speme d'Asia, e quelle son le tante
Ben salde Torri, ove non fu sicura.
Ecco il Teme, ecco il Vallo, ecco l'impura,
Che invano il piè bagnolli, onda stagnante.
Sorgean più addentro altre Difese e quante
Seppe giammai formarne Arte o Natura.
Cadde l'empio Recinto. Il forte, il giusto
Italo Eroe, del fero Trace a scorno,
Colà si spinse, il crin di palme onusto.
Alto si grida alle Ruine intorno:
"Viva l'eccelso, invitto CARLO Augusto",
E griderassi anco in Bizanzio un giorno.