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By Antonio Tebaldeo

Gionta era armata con sua falce in mano

Morte, che ogni terren vel rompe e scorza.

“Del mondo hai trïumphato, hora me è forza,

disse costei, ch'io te rimetta al piano”.

E lei rispose: “Il tuo pensier è vano,

ché poco contra me val la tua forza:

trïumphi non di me, ma de mia scorza

e l'arme verso me tu prendi invano”.

Parlava, e gli occhi soi coperse un velo;

Bellezza et Honestà facevan guerra,

e l'alma e il corpo insieme al departire.

Le due che mai non morno andoro al cielo,

lassando l'altre due caduce a terra:

o fin felice, o raro e bel morire!