524

By Auteur inconnu

Tanto è che avvinto io son da tua beltade,

Ch'altro fuor che prigion più non apprezzo,

E tanto io sono alle ritorte avvezzo,

Che più viver non posso in libertade.

E se talora per tua crudeltade

Il carcer fuggo e la catena spezzo,

Tosto ritorno alla prigione in mezzo:

L'error piango e ad Amor chieggo pietade.

Al mirare i begli occhi alteri, onesti,

Cessa ogni noia, e la tua chiara, adorna

Sembianza sgombra i pensier' gravi e mesti.

Così Augellin, che prigionier soggiorna,

S'avvien che un giorno in libertà ne resti,

Tosto all'antica sua prigion ritorna.