525

By Antonio Tebaldeo

Venuto era l'infausto e tristo giorno

che a lacrimar m'invita de pietate

e atente stavan l'anime beate

per compagnar questa alma al suo sogiorno;

e chiara se vedea l'aria de intorno,

e de canti s'udian piene le strate

dove passar dovea tanta beltate,

e il ciel, più cha l'usato, alegro e adorno.

ciascuno in circo a lei piangeva forte.

Essa, cum le man gionte e il volto fiso,

se volse al cielo e chiuse i vivi rai.

nel suo partir li fo pietosa Morte,

temendo d'oscurare il suo bel viso

per darla al ciel più bella e a nui più guai.