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Oh più d'una regina,
più d'una imperatrice,
oh più d'ogn'altra, Zinzera, felice!
poscia che sì sovente
con un tal giovin lieta ti ritrove,
dove tutti del cielo i maggior beni
coll'alma godi e col corpo sostieni.
Né sol l'umana gente
invidia te n'ha pur, ma insino a Giove.
Oh grazie altere e nuove
non viste mai, se non in questa etate!
Perché tanta beltate
in lui chiara si vede,
che di gran lunga eccede
non solo Adone e 'l Troian Ganimede,
ma quanti ebber giamai leggiadro viso.
Vadia al bordel Narciso,
e nascondisi Croco;
per che l'un zanaiuolo, e l'altro cuoco
parrebber presso a quello,
che più della bellezza è vago e bello.
Sappiati mantenello,
Nannina mia gentile, ed abbi cura
ch'un bene estremo piccol tempo dura.
Ed or che per ventura
in te la speme ha posto e i desir suoi,
fa che tu l'usufrutti più che puoi.
Così quaggiù tra noi,
mercè de' suoi begli occhi e del bel viso,
ti goderai, vivendo, il paradiso.