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By Antonio Tebaldeo

Miseri nui, che siamo? Chi hoggi vive

è diman morto, e l'huom non è quel che era

da una hora a l'altra: ecco costei che her sera

fu nosco, et hora è in ciel fra l'alme dive.

O gente stolte e d'intelletto prive

ch'amano il mondo e chiunque che in lui spera

alfin trova sua speme fragil cera,

ché tutti siam per gire a l'altre rive.

Una volta a ciascun morir conviene,

non si sa il quando, e però stare attento

ogni huom dovrebbe al colpo de la Morte.

La morte è grave e più l'eterne pene;

ogni piacer terren s'importa il vento

e nostre voglie son fallace e corte.