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By Antonio Tebaldeo

Che hai facto, Morte despietata e acerba,

col tuo importuno e rapido furore:

aver tolto da terra il più bel fiore

che cum tua falce mai secasti in herba?

Hor non potevi, indomita e superba,

trarci a un colpo ambedui fuor di dolore?

Ma godi il corpo e portane l'honore,

ché il ciel de lei la miglior parte serba.

L'alma, che poco teme di toa guerra,

levata è a vol di questo carcer fora,

lassando il frale e corruptibil velo.

E poiché meco star non puote in terra,

per tua cagion malvaggia, io spero anchora

viver cum seco più felice in cielo.