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By Torquato Tasso

L'idra novella che di tosco forse

già Megera nudrio nel seno immondo,

ch'al fine uscita del tartareo fondo

prima là tra' Germani orribil sorse,

e quindi poi con piè veloce scorse

velen spargendo da più bocche il mondo,

e gli empi capi e 'l guardo furibondo

contra 'l gran Giove minacciando torse,

or, dal tuo Lenzi vinta, i tempi sacri

gli cede, e fugge e scorge a terra sparte

mille sue teste, onde si cruccia e freme:

tu, perché 'l tempo sì gran fatto insieme

con tanti altri non furi, in dotte carte

a l'immortalità, Varchi, il consacri.