53. S'eo per cantar potesse convertire.
S'eo per cantar potesse convertire
in gioia lo mio affanno,
allegramente fora mio cantare;
ma vogliomine in parte sofferire
perchè mi torna a danno,
da poi che no mi posso ralegrare;
però d'amore vivo contra usanza,
ch'è nell'amanza - c'om viva gioioso;
ed eo noioso
vivendo, amando non agio speranza.
La mia speranza m'è tutta falluta
pensando vostro viso
che 'nver di me si mostra tanto altero;
di voi amar gioia no l'ò perduta,
ch'Amor sì m'à conquiso,
ma d'aver gioia da voi ben m'inspero.
Long'usanza converte omo in natura;
però d'altura - non credo bassare,
nè più montare
d'amor, che sia per corso di ventura.
Servut'ò lungamente di bon core;
donqua naturalmente
son convertuto sì com'agio detto,
che più non son salito in vostro amore
ch'era primeramente,
nè più cadere già no mi ne aspetto.
Però voi, donna, serviragio amando,
non aspettando - da voi guiderdone,
nè tal casone
non fie, per ch'eo da voi vada cessando.