530

By Auteur inconnu

Quando il core era mio, tranquille l'ore,

Godeva Io sempre con egual diletto;

Non m'usciva sospir giammai del petto,

Né versava dagli occhi il pianto fuore.

Non turbava i miei sogni ombra d'orrore;

D'Amore e sdegno non provava affetto;

In me solo vivea, in me ristretto

Cauto passai di verde etade il fiore.

Vivo in altrui, or che non son più mio;

Di me stesso non curo, e ben conosco

Quanto da me diverso ora son io.

Torbida m'è la notte, il giorno fosco;

Ardo, piango, sospiro, e provo - oh Dio! -,

Quando meno il dovrei, d'Amore il tòsco.