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By Niccolò da Correggio

Conscio fidel de tutte le mie doglie,

con il qual parlo e piango il mio dolore,

che (se licito è a dir) tanto è minore

quanto il tuo dolce suon parte ne toglie,

per un tuo simile ebbe Orfeo la moglie,

che li placò quello infernal furore:

cusì ancora io placar Fortuna e Amore

spero, ché onor non li serian mie spoglie.

In te non si consuma altro che nervo,

e no ancor tuo; in me nervo, ossa e polpa

patiscon tutti, e con il corpo l'alma.

Supporta adunque se di te mi servo,

ché quanto più patirem senza colpa

più dolce avrem la victoriosa palma.