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By Antonio Tebaldeo

Spesso in insogno a consolar mei guai

torna quella che al mondo era mia scorta,

e cum dolce parole mi conforta

dicendo: “Hormai non più, ché hai pianto assai,

misero, a che il mio ben piangendo vai?

Rafrena il gran dolor che ti transporta”.

Rispondo io: “Se vui seti viva o morta,

ditime per l'amor ch'io ve portai”.

“Io vivo e tu sei morto, ella me dice,

seguendo il mondo e Amor fallace e cieco;

e sol per tua pietà dal ciel mi movo”.

Alhor son lieto e nel mio mal felice;

inde mi sveglio e, come fosse meco,

per abraciarla corro e nulla trovo.