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By Torquato Tasso

Poi che scarso m'è Apollo e che non spira

più ne la lingua mia l'usata aita,

ché se pur move a l'altrui lodi ardita

erra lunge dal segno ov'ella spira;

tempra, tu, al canto, Urban, la nobil lira

e sia intorno sonar Beatrice udita,

ché per chiaro soggetto a te l'addita

Febo ch'ancor lei morta ama e sospira.

Dì che fu saggia, casta, e loda scegli

pari al suo merto; e 'l suo bel nome intanto

qual Eco a replicar la Fama impari:

forse, sì come augel che gli altri svegli

a salutar il sol, desti al tuo canto

mille cigni udirai sublimi e chiari.