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By Antonio Tebaldeo

A pena nacqui, a pena me vedisti!

Dato te fui, sì presto te fui tolto

e del terrestre carcere disciolto,

lassando il breve riso e i giorni tristi.

Non bisogna però che tu te atristi,

ché buono è un fructo inanti il verno acolto;

e più securo è un legno al porto volto,

cha quei che son ne l'onde involti e misti.

Duolme che mai non ti conobi vivo,

se non per nome, al qual sempre fui desto

chiamare insino a morte e a l'ultima hora.

Prendi conforto e legi quel ch'io scrivo:

chi giovene, chi vecchio, o tardi, o presto,

ogni huom che nasce alfin convien che mora.