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By Antonio Tebaldeo

Quel petto che non mosse hydra e l'arpia,

il tauro, il fier leone audace e forte,

Cerber, le furie e le tartaree porte,

né mai se torse per Fortuna ria,

indecente e vil cosa a te seria

che se piegasse per sì poca sorte,

avendoti un figliol tolto la Morte,

quantunque il gran dolore aspro ti sia.

Non volger dal camin la salda mente:

se non in te, signor, convien spechiarte,

che sei più d'altri asai forte e prudente.

Disperso hai il tuo sceme in ogni parte:

restava il cielo, al qual mandi al presente

questa pura alma che hoggi se disparte.