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By Torquato Tasso

Al nobil colle, ove in antichi marmi

il peregrino opre famose ammira

di greca mano, il mio pensier mi gira,

che mal può da voi lunge omai quetarmi.

Ivi a l'ombra su l'erba or prose or carmi,

pur com'uom che d'amor pensa e sospira,

detterei spesso e con la tosca lira

sosterrei de gli eroi le lodi e l'armi;

e col suon forse insegnerei le piante

di risonare il glorioso nome

d'Ippolito: or chi più qui mi ritiene?

Chi per alpestri monti o per arene

mi guida a voi sì ch'io ne scriva e cante,

cinto di lauro, ch'ei piantò, le chiome?