539

By Auteur inconnu

Anima mia dolente e sbigottita,

Conosci pur ch'il tuo perverso fato

Solo a' danni e martir' t'ha destinato,

Non a contenta e fortunata vita.

Misera, cessa di sperare aita

Nel tempo e nel pensar di mutar stato,

E credi che a' tuoi mali han congiurato

Amor tiranno e cruda sorte unita.

Non scorgi pur che quel dolce diletto,

Che per gran tempo già ti fu sì caro,

Vòlt'è in assenzio e di velen t'ha infetto?

Or, che puoi più cercar, s'aspro ed amaro

L'istesso ben ti sembra e a tuo dispetto

Divien acqua di Stige il fonte chiaro?