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By Antonio Tebaldeo

Chi più infelice mai, chi più contento

di me visse? Che loco più beato

ebbe huomo al mondo? Chi più acerbo stato?

Chi più letitia mai? chi più tormento?

Trovammi in cielo e in terra in un momento,

fui rico a un tracto e d'ogni ben privato

da quella che ha il suo albergo colocato

in vetro, in rena, in foglia, in acqua e in vento.

O vita nostra cieca che se pasce

di sogno e d'ombra, e al fumo se trastulla!

Quanto meglio seria morire in fasce,

ché, chi ben pensa, questo mondo è nulla.

E dir se pò felice chi non nasce

e felice chi mor fanciullo in culla.